Associazione Tarantarci...Musica popolare, musica per l'anima ed il corpo...

mercoledì 8 aprile 2015

18 aprile 2015-Stage cena e concerto con i suonatori della Valle del Sant'Agata-Cip-Roma

 Causa imprevisto strettamente legato al gruppo La Totarella, il loro concerto previsto per sabato 18 aprile, inserito all'interno della programmazione del Festival Vacanze Romane è stato annullato.
Per fortuna le risorse non ci mancano e l'appuntamento con la Calabria sarà comunque garantito grazie al salvifico intervento degli amici suonatori dell'Aspromonte:
Piero Crucitti,
Pietro Sorgonà,
Davide Ambrogio
Mico Corapi
che ringraziamo anticipatamente per la loro disponibilità.

Il laboratorio di danza vertirà sul sonu a ballo dell'Aspromonte meridionale a cura di Agata Scopelliti.

Sabato 18 Aprile 2015 – La Calabria

ore 17-19 gli Stage (previa iscrizione)
- Danza, Sonu a ballo con Agata Scopelliti
- Canto tradizionale con Anna Maria Civico (1)

ore 19.00 L'uomo che si è fatto dio - di Alessandro Mallamaci. (2)

Durante la Cena parleremo di "Il sistema dei veleni", con la giornalista e scrittrice Manuela Iatì (3)

ore 21.00 Cena tipica regionale (su prenotazione)
MENU DI CARNE
Pasta casereccia con sugo di capretto
polpette con la 'nduja
insalata di patate e peperoni
pane

MENU VEGETARIANO
Timballo con melanzane e formaggio
Rollè di frittata alla menta con zucchine e formaggio
insalata di patate e peperoni
pane

ore 22.30 Concerto a ballo con:
Piero Crucitti
Pietro Sorgonà
Davide Ambrogio
Mico Corapi

mail: info@cipalessandrino.org
mob: 393.8619200

(1) Laboratorio di canto popolare calabrese
a cura di Anna Maria Civico
Nella pratica del canto popolare gioca un ruolo prezioso la trasmissione orale. In questo breve incontro si crea un ponte per avvicinarsi con estrema semplicità alle meraviglie sonore delle melodie calabresi, alla vocalità e timbri del dialetto, estremamente importanti per la resa musicale. Verranno proposti ascolti e introdotte tecniche per "degustare" e lasciarsi ispirare da un paesaggio sonoro così lontano... così vicino...

(2) Slide del progetto fotografico sulla storia del conte Stefano Rivetti di Val Cervo.
http://www.alessandromallamaci.it/progetti-fotografici-story-telling-reportage/marlane-maratea-rivetti/

(3) Manuela Iatì giornalista professionista, videogiornalista e scrittrice calabrese.
Inviata e redattrice di Sky tg24. Coautrice assieme a Giuseppe Baldessarro (neo-direttore di “Narcomafie” e collaboratore di "Repubblica") del libro-inchiesta sul traffico internazionale di rifiuti tossici e radioattivi "Avvelenati" (Città del sole edizioni - 2010).
E’ tra le autrici di “Non è un paese per donne” (Mondadori - 2011, raccolta di racconti su donne scritti da donne), dell’antologia “Vincere la ’Ndrangheta” (Aracne editrice – 2011, con il saggio “’Ndrangheta ed ecomafie”) e di “Novantadue, l’anno che cambiò l’Italia” (Castelvecchi - 2012, raccolta a più mani che racconta il 1992, nella quale ha approfondito i rapporti tra ’ndrangheta, politica, imprenditoria e massoneria nel saggio “Gli invisibili”).
Per la sua attività di giornalista, scrittrice e comunicatrice ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Nazionale “Paolo Borsellino” 2012, il Premio Internazionale “Losardo” 2012 nella sezione autori, il “Luigiano d’Oro” 2010 per il giornalismo ecologico e i premi "Strillaerischia" e "Leggo per legittima difesa" 2010 per il giornalismo d'inchiesta.

18 aprile 2015-Suoni di Passi-Ass. cult. "Il sole e la luna"-Roma

SUONI DI PASSI
Itinerari nella danza etnica in Italia

Viaggio in Toscana
Seminario intensivo sui balli popolari toscani
Sabato 18 aprile 2015, h. 15-21

presso l’Ass. Cult. “Il sole e la luna” – Via Casilina Vecchia 115 – Roma

Per la terza tappa del nostro viaggio nella danza popolare italiana
approdiamo in Toscana!
La nostra ricerca sui balli toscani, iniziata nella seconda metà degli anni
’70, è stata – giudicando come sono andate le cose nei decenni successivi –
una grande intuizione, segno di lungimiranza. Infatti dei tanti balli
documentati sino agli anni ’90 del secolo scorso, solo pochi oggi sono
rintracciabili nella memoria dei nuovi anziani. Di conseguenza, l’ADE
(Archivio di Documentazione Etncoreutica) dell’Ass. Taranta è oggi un’unica
preziosa miniera di informazioni, di documenti filmici e di esecuzioni di
vari modelli e famiglie di ballo popolare. Alla documentazione sul campo si
sono aggiunti poi intense ricerche storiche.
Il seminario – con formula rinnovata, svolto nel solo lungo pomeriggio-sera
di sabato, con pausa per un’apericena – affronterà alcuni esempi di
importanti tipologie coreutiche:

- balli pantomimici medievali-rinascimentali: ballo dei gobbi, veneziana,
galletta
- contraddanze: giga marina versiliese, manfrina aretina
- balli legati ottocenteschi: punta e tacco, sor Cesare, polka rossa.


[Lo svolgimento didattico dei balli dipenderà dalle capacità tecniche e
dall’interesse di approfondimento stilistico degli allievi].

ORARIO DELLE LEZIONI
Sabato h. 15-21
5:presentazione e lezione pratica
18: lezione teorica con video e APERITIVO!
18,45: lezione pratica

DOCENTI
Pino Gala (curriculum:
http://www.taranta.org/taranta/curricula/149-giuseppe-pino-michele-gala.htm)
Sabina Gala (curriculum:
http://www.taranta.org/taranta/curricula/159-sabina-gala.html)

COSTI e PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
Il seminario si compone di 6 intense ore di lezione e costa solo 30 €
Per partecipare è obbligatorio prenotarsi entro giovedì 16 aprile 2015 per
limiti di posti.

INFORMAZIONI & ISCRIZIONI
340-5131771
347-5000000
taranta@taranta.it

RAGIONI E TAPPE DI UN ITINERARIO
Fra il ‘600 e l’800 l’Italia fu percorsa dalla fervida moda europea del
“Grand tour”: intellettuali, artisti, archeologi, nobili e borghesi venivano
a visitare il “bel paese” e le sue meraviglie d’arte. Dai diari dei
viaggiatori si sono costruiti luoghi comuni e un immaginario collettivo
ancora oggi radicati nel mondo. Tra le pagine dei diari v’erano anche
accenni al folklore delle varie culture italiane.
Anche negli ultimi 40 anni alcuni ricercatori hanno percorso tutta l’Italia
per documentare canti, musiche e danze ancora rintracciabili nelle
tradizioni locali. Nel frattempo molte di queste stesse espressioni sono
scomparse, altre si sono trasformate, poiché la plurisecolare civiltà
contadina ha subìto le mutazioni più radicali della sua storia.
Adesso pratiche e saperi della tradizione locale stanno acquistando
progressivamente valore e vengono intesi come un’importante eredità da
riscoprire, tutelare e valorizzare.
Nella danza popolare in Italia dominano i modelli di moda e spesso
fortemente corrotti rispetto alle forme originarie, mentre sono tralasciati
numerosi esempi che rischiano di restare per sempre del tutto sconosciuti.
Per questo si avverte l’urgenza di ripercorrere un itinerario fra le tante
danze e le musiche dimenticate.
Vogliamo riproporre, dunque, un viaggio ideale nel folklore musicale e
coreutico delle varie regioni d’Italia, andando a mostrare, far conoscere e
praticare balli spesso inediti, proposti nei modi originari e corredati di
documentari etnografici dei decenni scorsi. La presente edizione si
specializza sulle regioni dell’Italia centrale.
Frequentare, dunque, questo “laboratorio dei passi perduti” è una rara e
preziosa occasione da carpire a volo.

18 aprile 2015-Gran festa di Primavera con Mamma li turchi-Villa Taticchi-Ponte Pattoli (Perugia)

Sabato 18 Aprile a partire dalle 20.30 a Villa Taticchi (strada della Fraticciola, 2, Ponte Pattoli, Perugia) la primavera incontra i sapori mediterranei con un buffet speciale e soprattutto tanta musica dal vivo di Mamma li Turchi, il famoso quartetto dedicato al ballo popolare. Il menù tutto compreso con acqua e calice di vino a € 15. Per info e prenotazioni telefonare al 075 694503.
Nel menu troverete:Sgonfietti con la coppa, frittura di verdure di stagione, freselle con pomodorini olive e alici, pizzelle napoletane, paccheri di gragnano con spada e menta, insalata di fave piselli e carciofi...etc etc..



19 Aprile 2015-Stage di Saltarello di Amatrice e Spallata di Schiavi d'Abruzzo-Caos-Terni

Stage di Saltarello di Amatrice e Spallata di schiavi d'Abruzzo a cura di Alessandro Calabrese e Cristina Falasca

L'associazione culturale Magnagrecia Viva
vi invita a partecipare ad un altro incontro di approfondimento sulla musica popolare del centro-sud Italia presso il Caos, Viale Luigi Campofregoso 42, Terni

Dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.

Info e prenotazioni datri.marta@gmail.com
                               Marta 3891718617


SALTARELLO AMATRICIANO
Ballo di coppia, uomo/donna. La caratteristica principale che differenzia il Saltarello (Sardarella è il nome dialettale) dagli altri balli popolari, è la postura del corpo, rigida e ferma sul tronco tranne la figura finale chiamata “girata o struscio” la coppia compie due o tre giri ma senza girare sul proprio asse di ballo. Le prime tre figure del ballo sono il “il passo d'invito” segue il “passo base”che è una sorta di pedalata al contrario, e lo “spuntapiè”, che precede la “girata”, un solo piede avanza ritmicamente mentre l'altro rimane sul posto alternano le battute. Nelle prime tre figure vige l'alternanza dei piedi a terra e in aria con simultanea frequenza ritmica scandita dalla “Ciaramella Amatriciana” o dall'Organetto diatonico a due bassi, entrambi gli strumenti sono sempre accompagnati dal tipico“Tamburrello”, tamburo a cornice con sonaglie dal diametro medio di 30/35 cm. Oggi come nel tempo passato, il Saltarello accompagna qualsivoglia evento, che siauna festa privata di famiglia o la festa del paese. Lo schema di ballo è rappresentato da coppie che si alternano, una alla volta all'interno di un cerchio di persone, trattasi anche di ballo di corteggiamento, spesso durante il ballo avviene “la cacciata”, una donna oppure un uomo entrando all'interno della coppia fa uscire l'uno o l'altra, proseguendo il ballo riprendendolo dall'inizio,
finchè non si arriva alla “girata” è possibile che questo tipo di scambio avvenga, per lo più a titolo di sfida tra i danzatori/ci, sfida rivaleggiante, di corte, o più spesso scherzosa ma anche in presenza di una coppia donna/donna in modo da ristabilire la “regola”. Se suonata con l'Organetto la coppia può anche tenersi con ambedue le mani tenendo le braccia larghe, se suonata con la Ciaramella non è corretto il contatto fisico. La Ciaramella è uno strumento molto più antico dell'organetto, nei tempi passati non era di buon gusto il contatto fra i danzatori.

LA SPALLATA DI SCHIAVI D'ABRUZZO
La Spallata è una danza di sfida e di corteggiamento diffusa nell’Italia centro meridionale ed in particolare tocca le regioni di: Abruzzo, Molise e Campania, in un vasto territorio che all’epoca era abitato dal popolo dei Sanniti. La Spallata di Schiavi di Abruzzo nel Chietino ai confini con il Molise, un tempo era usata come esercizio per il combattimento tra i Sanniti insediatisi nell'omonimo paese e l'esercito Romano.Da ormai diverso tempo è una danza legata ai riti propiziatori come auspicio per un fertile e felice matrimonio anche se ballata in tanti altri contesti, legati all’ambito familiare.E’ caratterizzata da colpi dati con i fianchi e con il piede a terra interno alla coppia. Di solito è preceduta dalla figura della Castellana, una sola coppia compie dei giri quasi a disegnare un ovale senza girare sul proprio asse di ballo. A seguire un’altra coppia chiede “il permesso” per poter entrare nel ballo.Nei movimenti rappresenta un fronteggiarsi, come per voler respingere il nemico, da qui “la spallata”, mentre il colpo sul fianco, simultaneamente alla battuta del piede a terra, si ipotizza, essere l’affermazione dell’uomo della propria virilità e fertilità all’interno della coppia e del contesto sociale.La danza della Spallata vede coinvolti dai 4 ai 12 ballerini, per un totale di 2 o 6 coppie. Durante il ballo, vengono cantati dei “comandi” in dialetto abruzzese che permettono di eseguire delle varianti. Il comando veniva altresì usato per corteggiare la propria dama o per raccontare i pettegolezzi del paese.
Unico strumento usato per accompagnare la Spallata di Schiavi di Abruzzo è l’organetto senza nessun altro suono all’infuori dei colpi scanditi dal battito del piede a terra!!

I laboratori saranno condotti da ALESSANDRO CALABRESE...
Originario dell'Alta Valle del Velino nel comprensorio dell'alta Sabina al confine con Marche, Abruzzo e Umbria. Sin da adolescente ho acquisito spontaneamente i suoni ed i balli della tradizione popolare che si tramandano da generazioni nella mia terra d'origine.
Gli strumenti suonati sono la Batteria, Organetto Diatonico ed il Tamburo a Cornice.
Nel tempo ho avuto modo di conoscere tutto il panorama musicale popolare del centro-sud Italia.
Dal 1976 e più attivamente dal 2005 suono con vari gruppi del genere popolare, con molteplici esibizioni pubbliche, 4 televisive. Essendo della tradizione d'origine, il Saltarello Amatriciano appreso dall'età adolescenziale, è ballo che insegno, stage effettuati a Spoltore (Pe), Cave (Rm), Centro di Iniziativa Popolare (quartiere Alessandrino di Roma) Casa della Pace (Testaccio Roma) Circolo Arci Arcobaleno ( Garbatella,
Roma) e presso molte associazioni culturali del Lazio ed Abruzzo. Nell'Alta Valle del Velino, più precisamente a Bacugno (Ri) origina anche il Canto a Braccio, a terzina, quartina su organetto e zampogna, ed Ottavarima, che ho iniziando a praticare nel 1985 seguendo gli insegnamenti di mio padre e dei cantori (detti Poeti) della zona. Attualmente faccio parte della Piccola Orchestra di Musica Popolare Canto D'Inizio di Roma, nel ruolo di Organettista.

e CRISTINA FALASCA
Originaria di Schiavi D'Abruzzo, paese posizionato sulla cima di una montagna al confine con il Molise, da cui non si è mai distaccata, il ballo ed i canti popolari del posto hanno conquistato il suo cuore sin da bambina, la passione per le tradizioni popolari hanno fatto di lei una delle migliori insegnanti della Spallata di Schiavi D'Abruzzo, oltre che possedere una bellissima voce che le consente di interpretare al meglio i canti tradizionali. Dal 2000 fa parte del gruppo di ricerca danze popolari “Lo Scacciapensieri”, tenendo Stage di ballo sia a Roma che in altre regioni d'Italia, con ad alcune apparizioni televisive nel 2009 unitamente al suo gruppo di ricerca.

mercoledì 1 aprile 2015

11 aprile 2015-Festa popolare Tarantarci-Bar Sant'Erminio-Perugia

Vi aspettiamo tutti per la nostra festa; come sempre, l'ingresso è libero e ognuno porta qualcosa da mangiare e da bere. Il bar di Sant'Erminio si trova in Via Eugubina 48, dov'è la rotonda (capolinea autobus) e la Banca dell'Umbria.
Portate gli strumenti e la voglia di stare insiemeeee!!!!!!


Info: 3206210047   3282638383  3476058431



martedì 24 marzo 2015

27/3-Distilleria a Vapore-Gemini lounge club-Magione (Pg)

---INGRESSO LIBERO---

INFO E PRENOTAZIONE TAVOLI:
GEMINI LOUNGE CAFE' 075/8472441
Inizio ooncerto ore 22
SU DISTILLERIA  A VAPORE:
"È un quintetto folk potente ed eclettico.
I loro concerti rendono omaggio ai grandi cantautori italiani e si innamorano delle musiche internazionali. È uno spettacolo avvincente, ricco di emozioni e buone energie. Dopo un loro concerto torni a casa ubriaco di felicità."

Federico Catani - voce e chitarra;
Claudio Cauzillo - chitarra solista, basso e cori;
Francesca Piazza - voce, tastiere e strumentini vari;
Giuseppe Tarsia - congas, cajon, tamburelli e cori;
Giacomo Ciarini - batteria.

Il Gemini Lounge Club si trova in Viale Umbria 23, Magione (Pg)


28/3/2015-Festa Umbra-Caos-Terni

FESTA UMBRA - balli e canti della tradizione - CAOS Museo Archeologico
+ aperitivo canterino* presso il FAT
*si prega di prenotarsi per l'aperitivo presso il FAT - tel. +39 324 9542360
CAOS Centro Arti Opificio Terni - Via Campofregoso 98 - 05110 Terni 

La festa, intesa come momento ludico di condivisione e fermo dal lavoro, rappresenta un momento centrale della vita di ogni uomo. Lo rappresenta oggi, in un mondo fatto di tanta comunicazione “virtuale” e di poca comunicazione “reale”, come lo ha rappresentato in qualsiasi epoca storica del passato in cui, dopo le fatiche del lavoro, qualunque esso sia, gli uomini ricercavano momenti di condivisione ludica, fatta di balli e di canti, che spesso conducevano attraverso allusioni più o meno sottili, alla conoscenza di donne o di uomini che sarebbero poi diventati compagni di vita. Quadriglie, saltarello, scotis, manfrine, ballindodici, punta e tacco: sono tutti balli della tradizione popolare umbra e del centro Italia che hanno avuto un ruolo centrale nelle feste a ballo e che venivano ballati da tutti, adulti, giovani ed anziani delle comunità contadine del secolo scorso. In questo contesto Diversa-Mente ripropone uno spettacolo interattivo per mostrare e far ballare alcuni dei balli tradizionali umbri e far ascoltare i canti della tradizione che, parallelamente al ballo, erano parte centrale delle “feste a ballo”.

Un pomeriggio all'insegna del divertimento, a cura dell'Associazione Culturale "Diversa-Mente", per scoprire come festeggiavano, cosa ballavano e cosa cantavano i nostri bisnonni. 

Perchè quello che siamo oggi deriva, come è ovvio, da quello che eravamo ieri e non possiamo di certo dimenticarlo. 

La partecipazione è gratuita, mentre a seguire il Fat organizza un aperitivo canterino: per info e costi è possibile contattare lo 0744279976.